Marco di professione informatore farmaceutico, sfrutta ogni momento per "allenare" il suo sogno, pur non trascurando la sua Francy. Ha scelto di esordire nel triathlon olimpico di Sirmione, perché questa bellissima località del Lago di Garda è un po' la sua seconda casa. E del resto come farsi sfuggire l'occasione di ammirare da un nuovo punto di vista le mura del Castello Scaligero, circumnavigandolo a nuoto?

La gara? Beh è stato un susseguirsi di adrenaliniche emozioni, condite dagli immancabili dubbi pre-gara.

Questo il "succoso" racconto di Marco e del suo esordio!

"Triathlon olimpico di Sirmione... Ecco dove esordirò nella triplice.
Ho scelto Sirmione perché è la mia seconda casa. Passo sul lago di Garda le vacanze da sempre, fino da quando ero bambino, ma oggi è diverso. Oggi farò qualcosa di nuovo, di mai fatto prima.
Mi sveglio il giorno della gara, già a Sirmione. Sono partito la sera prima per fare tutto con calma. 
Arrivo al ritiro pacco gara con largo anticipo. Scambio una battuta con un ragazzo al quale confesso di essere all'esordio e lui si meraviglia che abbia scelto la distanza olimpica per farlo. Faccio finta di niente ma la mia tensione sale... Ritiro in silenzio il pacco gara e torno a casa.
Preparo tutto il kit gara con dovizia di particolari. Minuziosamente ripasso tutto quello che dovrò fare. Dopo mesi di preparazione neanche un dettaglio mi deve tradire...
Carico la macchina e mi dirigo in t2.
Nella mia mente ho tanti dubbi, incertezze e perplessità: "mi sarò allenato abbastanza? Saprò organizzare le zone cambio? Riuscirò a nuotare tranquillo?"
Nella più totale incertezza scopro che una certezza c'è l'ho: al mio fianco la mia Francy con la sua Reflex! Certo non correrà per me oggi, ma un suo sorriso in fondo è quello che cercherò al traguardo!
Parcheggio la macchina, entro in t2, mi guardo attorno e tutti sembrano fortissimi...sistemo scarpe, cappellino e maltodestrine e fin qui tutto sembra facile.. Mi dirigo in t1 che è situata sul lungolago e che dista qualche km dalla t2 e ancora mille pensieri continuano a rullarmi in testa. Sto per entrare in t1 e leggo le seguenti parole:" MUTA VIETATA"...mi sento ancora meno sicuro, svanisce una delle mie poche certezze nella frazione più debole. Certo...togliere la muta all'uscita dell'acqua è una menata...fa perdere tempo...ma tiene a galla e ti fa nuotare più velocemente...fa niente che ti affatica di più le spalle... Nella mia testa era scolpito un concetto: con la muta è impossibile affondare...con la muta si va più veloce...con la muta anche chi nuota male potrebbe attraversare il lago...la muta era la mia compagna del kilometro e mezzo che dovevo fare in acqua e me l'hanno tolta...si loro, i giudici di gara che osservano e controllano tutto indossando le loro magliette rosse e sventolano ammonimenti a pioggia...
Entro in t1 e infatti un giudice (lo stesso che avrà misurato la temperatura dell'acqua...e mi ha privato della mia muta) mi fa presente che devo avere il casco in testa: mio errore non lo sapevo. Lo indosso e vado al mio numero 474. Sistemo la bici, il casco, le scarpe e sistemo l'asciugamano e le calze. Faccio tutto abbastanza bene, esco dalla t1, vado al deposito borse, lascio la mia muta che tanto avrei voluto utilizzare e anche se le regole sono chiare, penso che il destino sia contro di me anche perchè inutile negarlo...in fondo credo di stare a malapena a galla... La muta mi avrebbe proprio aiutato e fa nulla se con questo caldo avrei rischiato la disidratazione. Anche alla partenza del nuoto arrivo con largo anticipo ma queste attese non mi pesano... Mi permettono di guardarmi intorno e vedere cosa fanno gli atleti più esperti.
Iniziano a partire le batterie...800 atleti che dovranno dapprima nuotare per 1,5 km nel lago circumnavigando il castello Scaligero della penisola di Sirmione, poi pedalare per 40 km in un percorso definito "mangia e bevi" dallo speaker ed infine correre per 10 km lungo la penisola fin sotto il Castello. Io sono nella penultima batteria, cuffia verde... Provo a rilassarmi (non ci riesco) e a pensare "respira regolare Marco, tieni il tuo ritmo, stai lontano dagli altri ed evita i calci in faccia!" Ma poi ripensavo alla muta, ci pensavo ancora...guardavo davanti a me, vedevo il lago e mi ritornavano in testa quelle frasi che avrò sentito mille volte: "questo è il lago, mica il mare, l'acqua è pesante, ti tira giù"...che brutti pensieri...poi all'improvviso il VIA!
Partito! Respirazione regolare, mi guardo intorno: gambe, braccia e spalle ovunque!!
Cerco di non toccare nessuno sperando che anche gli altri facciano lo stesso con me. Sembra andare tutto abbastanza bene anche se si nuota spalla a spalla. Respirazione regolare e tengo il ritmo senza fatica... Forse avrei dovuto pensare ad allungare di più la bracciata, ma sinceramente non l'ho mai fatto..
Poco prima della prima boa mi arriva una manata in testa proprio mentre stavo emergendo per respirare! Salto la respirazione ma non mi scompongo... Respiro alla bracciata dopo e spero di non prenderne altre.
Prima boa, si svolta a dx... Nuovo tratto di lago, solo ora inizio a gustarmi l'acqua verde, cristallina con qualche onda... Non sento il freddo, non sento il caldo, penso solo a respirare regolarmente.
Non vedo la prossima boa ma non mi preoccupo, seguo gli altri atleti.. Mi allargo sulla sinistra in modo da nuotare libero senza nessuno intorno (proprio la condizione che cercavo). Seconda boa raggiunta e di nuovo si svolta a dx... Si punta verso il Castello Scaligero di Sirmione. Si nuota sotto le mura e poi sotto il ponte levatoio...che bello, che spettacolo! L'acqua è sempre verde, cristallina. Le mura del castello sembrano altissime. In 36 anni che vengo al lago non le avevo mai viste da quella posizione... E pensare che da bambino, se non ricordo male, devo aver fatto pure una ricerca nelle vacanze delle elementari proprio sul luogo dove passavo le vacanze. Sotto il ponte levatoio si inizia a sentire il tifo della gente: è bellissimo ma soprattutto penso che la frazione di nuoto sta finendo e che in fondo anche senza muta sopravviverò... Nuoto attraverso il porto, svolto a sinistra pensando di essere vicino all'uscita dall'acqua e solo in quel momento realizzo che c'era ancora un'altra boa da raggiungere... Azz... Questo nuoto non finisce mai... Però le spalle non sono stanche ed il respiro è ancora regolare...e comunque non ho alternative se voglio andare avanti!
Nuoto fino all'ultima boa, la raggiungo e finalmente vedo gli atleti davanti a me che escono dall'acqua! Esco anche io, corro a piedi nudi sul tappeto azzurro, tolgo cuffia e occhialini ed arrivo alla bici... Indosso calze, scarpe, occhiali da sole e casco e pure i guantini! Avevo anche un piccolo asciugamano assolutamente inutilizzato: GROSSO ERRORE che scoprirò più tardi. Ora mi sento forte: sono nella frazione che mi è più congeniale. In sella alla mia bici, ho anche il tempo per guardare il Garmin e scoprire che ho nuotato per 35 min percorrendo 1600m (bravo Marco! Hai fatto bene ad allungare senza muta!). Scoprirò alla fine di aver conseguito il 469 posto assoluto sul nuoto (beh, non sarò mai un nuotatore ma su 800 pensavo peggio), Dopo una transizione secondo me lentissima, ora sto pedalando regolare sempre in z3. Conosco le strade, persino i saliscendi... Ci pedalo da quando sono bambino. Sempre in z3, z4 sulle salite, trovo pure qualche compagno d'avventura con cui ci diamo dei cambi regolari. 1h08' di bici (sarà il tempo 421 su 800) 34 km/h di media, gambe leggermente affaticate quando entro in t2. Ora ho fiducia, qualche atleta sono riuscito a recuperarlo e mi sento bene. Transizione facile... Inizio a correre con un gel di maltodestrine in mano (non si sa mai) e cappellino in testa per proteggermi dal sole (il sole è bastardo, è lo stesso che mi ha privato della mia muta!!). Pensavo ad un percorso pianeggiante e invece...saliscendi e persino qualche scalino per rompere il ritmo.
Nella mia testa sto già realizzando che arriverò al traguardo... In acqua non so bene cosa succedeva... Se mi superavano e in quanti... Ma di per certo in bici qualcuno l'ho recuperato... Ed ora a piedi mi sembrano tutti stranamente più lenti... Va beh... Non me ne curo... Tengo il mio passo z3 alta come direbbe il mio mentore Marco Motta, quadricipiti un po' stanchi ma nulla di più... Nessun fastidio ai polpacci, ma ho usato le calze elastiche fin dal nuoto...che poi...se servono non lo so ma fanno tanto figo! Solo un certo fastidio iniziava a sorgere...a entrambi i piedi ma non ci penso... Figuratevi se per un paio di vescichette dovevo cambiare i miei piani. Corro sempre col mio passo (z3 alta) ai ristori non mi fermo e mi butto solo dell'acqua addosso e continuo a superare atleti...le vesciche ai piedi danno un po' fastidio ora ma continuo a non pensarci. Adesso ho solo voglia di leggere 9km sul mio Garmin e farmi l'ultimo km in z4,ci riesco, lo faccio! Vedo il traguardo! Lo raggiungo... Alzo le braccia... È come se avessi vinto...tempo limite della gara 3 ore e 30 min. Mio obiettivo stare entro le 3 ore. Tempo finale 2h32min (186esimo nella corsa). E chissà cosa avrei potuto fare con la muta! 
Sono felice, rivedo il sorriso della Francy e finalmente sorrido anche io... Vado in spogliatoio, tolgo le scarpe...e scopro due belle vesciche rosso sangue che pulsano... Sento per telefono il Marco Motta il quale...dall'alto della sua saggezza mi fa presente che se non mi asciugo i piedi uscendo dall'acqua succede anche questo! (In realtà mi ha detto che 10 km così si possono anche fare...ma i 42 di un ironman me li posso sognare). Forse, se avessi pensato meno alla muta mi sarei ricordato di asciugarmi i piedi. Esco dalla doccia, ho i piedi come quelli di Padre Pio ma sono felice...
Vado a mangiare e in fondo penso...quasi quasi il mezzo ironman..."

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